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Micromobilità elettrica, cosa dicono normative e leggi in Italia

Quali sono le normative sulla micromobilità elettrica da rispettare in Italia? Dalle zone in cui è possibile circolare fino agli accessori obbligatori, ecco le leggi da conoscere
pista ciclabile con monopattino elettrico
Credit: Shutterstock

Orientarsi tra le leggi che regolano la micromobilità elettrica in Italia è fondamentale sia per gli operatori del settore, che devono conoscere i limiti entro i quali gestire la propria attività, sia per gli utenti, che devono sapere con certezza come potersi spostare in sicurezza e senza rischiare multe.

Le normative nazionali sulla micromobilità elettrica sono state aggiornate più volte negli anni: l’ultimo cambiamento è rappresentato dalla riforma del Codice della strada discussa tra il 2023 e il 2024.

E-bike, monopattini elettrici, hoverboard, segway e monowheel devono inoltre rispettare le prescrizioni in vigore su ciascun territorio comunale: alcune regole, quindi, potrebbero essere diverse in base alla città in cui ci si trova.

Micromobilità elettrica, le leggi attualmente in vigore

Secondo il Codice della strada, le bici elettriche devono avere un motore elettrico di potenza fino a 250 W, che si disattiva a 25 km/h. Fanno eccezione le bici elettriche usate per il trasporto merci, in cui la potenza massima consentita è 500 W. In ogni caso l’assistenza del motore elettrico deve interrompersi se il ciclista smette di pedalare.

L’età minima per usare una e-bike su suolo pubblico è 14 anni, limite che tra l’altro vale anche per gli altri mezzi della e-micromobility. Sulla bici elettrica il casco è consigliato ma non obbligatorio, mentre la legge ritiene indispensabili una luce anteriore bianca o gialla, una luce e un catadiottro posteriori rossi, catadiottri gialli sui pedali e un campanello funzionante.

Per quanto riguarda la normativa sui monopattini elettrici, l’ultimo aggiornamento del 2021 stabilisce che questi mezzi possono circolare fuori dai centri abitati solo su piste e percorsi ciclabili. Nei centri abitati, invece, possono viaggiare sotto i 6 Km/h nelle aree pedonali e sotto i 20 Km/h sulle strade con limite a 50 Km/h e ovunque sia consentita la circolazione delle bici, ad esempio piste e corsie ciclabili. Dal 2024 sono obbligatori gli indicatori luminosi di svolta e freno su entrambe le ruote (ovvero frecce e stop).

Ulteriori novità arrivano dal nuovo Codice della strada. La riforma è stata approvata dalla Camera a marzo 2024: da prassi segue il voto al Senato e poi l’entrata in vigore ufficiale, ma presumibilmente ci saranno dei tempi tecnici per permette a utenti e operatori di adeguarsi alle nuove regole. La riforma prevede per i monopattini elettrici l’obbligo di contrassegno di riconoscimento tipo targa, casco (ad oggi obbligatorio solo per i minorenni) e assicurazione RC, pena una multa che può arrivare a 400 euro.

I monopattini elettrici inoltre non potranno più uscire dai centri urbani né circolare contromano. Novità in vista anche per i monopattini elettrici in sharing, che secondo le nuove normative dovranno bloccarsi automaticamente quando escono dalle zone di circolazione consentite.

E gli altri mezzi di micromobilità elettrica? La loro circolazione sperimentale è stata permessa per la prima volta in Italia nel 2019: previa autorizzazione del Comune, monowheel, segway e hoverboard possono circolare nelle aree pedonali sotto i 6 km/h. I segway sono ammessi anche delle zone 30 e sui percorsi ciclabili, ma senza superare i 20 km/h.

Normative micromobilità elettriche, quali obblighi devi seguire

Gli utenti sono tenuti al rispetto della segnaletica orizzontale e verticale e, in caso di incidenti di cui si è responsabili, a risarcire i danni. Anche per questo può essere una buona idea dotarsi di un’assicurazione, eventualmente con tutela legale inclusa.

È responsabilità dell’utente accertarsi che il mezzo di proprietà sia conforme agli standard di sicurezza. Chi ha una e-bike truccata, ad esempio, può incorrere in sanzioni da migliaia di euro. Una bici elettrica dotata di un motore la cui potenza supera i 250 W è infatti equiparata a un ciclomotore; dunque, dovrebbe avere targa e assicurazione RC e il conducente dovrebbe indossare il casco e avere la patente.

I monopattini elettrici, invece, per essere a norma devono avere un motore elettrico di potenza nominale continua non superiore a 0,50 kW, la marcatura CE e nessun posto a sedere. È vietato trasportare altre persone, oggetti o animali, così come trainare o farsi trainare da veicoli.

Un altro obbligo da osservare riguarda gli accessori. Attualmente le persone che usano e-bike e monopattini elettrici nelle gallerie oppure fuori dai centri abitati quando è buio devono indossare bretelle o giubbotto retroriflettente.

Micromobilità elettrica e leggi locali, cosa c’è da sapere

Un ultimo consiglio è consultare il regolamento comunale della città in cui ci si trova, perché potrebbero essere previste regole aggiuntive o diverse che dunque è bene conoscere per spostarsi in sicurezza e legalità.

Ad esempio, alcune città hanno vietato la circolazione di monowheel e hoverboard. In altri contesti urbani invece l’uso dei monopattini elettrici è proibito in determinate aree (come i portici o alcune corsie riservate al trasporto pubblico) e potrebbero esserci indicazioni specifiche per il parcheggio dei mezzi in sharing.

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